Visualizzazione post con etichetta Riflessioni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Riflessioni. Mostra tutti i post

lunedì 10 aprile 2017

Out of the comfort zone

Nello scrap, come nella vita, anche io ho una comfort zone, dove mi trovo a mio agio.
Se si tratta di costruire strutture complesse, se si tratta di fare degli album o anche dei layout, ormai ne ho fatto abbastanza da avere le mie sicurezze...


Quando si tratta, però, di card o mixed media, non ho molta esperienza... certo, mi metto in gioco e qualcosa viene sempre fuori, ma è molto più difficile per me cimentarmi in questo tipo di cose... il mixed media sostanzialmente cerco di farlo solo ai corsi, dove magari sono seguita da una brava insegnante e evito di fare pastrocci. Per quanto riguarda le card, invece, c'era stato un periodo iniziale della mia vita da scrapper dove facevo in prevalenza bigliettini da regalare a parenti e amici, ma ora ci ho perso un po' la mano... certo, mi capita ancora di farne, di tanto in tanto, ma in questo caso cerco di trarre ispirazione dal web e scrapliftare (ovvero tentare di scopiazzare il più possibile!).

Ho provato anche a fare pocket letter, ma non ne sono uscita soddisfatta e ho abbandonato subito l'idea; poi mi sono cimentata nel flip flop book ma anche qua non ci ho trovato abbastanza gusto nella realizzazione, non è una cosa che fa per me.

Insomma, dopo anni di lavoro ho trovato dove mi sento a mio agio e dove riesco a rilassarmi mentre scrappo, senza stress di ogni genere... però sono sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo da provare... su pinterest avevo salvato questa idea che mi ispirava molto, così un pomeriggio ho pensato di mettermi al lavoro.


Poi è successo che quel pomeriggio ho dovuto mollare tutto e andare a fare dell'altro... e tutta la voglia di sperimentare se n'era andata... ma ormai i pezzetti erano tagliati e quindi, a fatica, ho voluto terminare il progetto.
Alla fine, sono soddisfatta! Ho provato qualcosa di nuovo, ho trovato una nuova struttura che mi ispira per altri progetti, ho usato delle card di project life che rimangono lì inutilizzate e sono uscita dalla mia comfort zone nello scrap.



Nel mini che ho realizzato ho messo delle quotes che ho trovato qua e là in internet e che vorrei usare per promemoria nei momenti in cui perdo la retta via e mi prende lo scoramento.
Bando alle ciance ed ecco la mia realizzazione:




Ed ecco alcuni particolari di alcune delle pagine interne:









Con questo progetto partecipo alla sfida di challenge up your life (butterfly & pink)

venerdì 24 marzo 2017

Sono cose da grandi

Buon venerdì a tutti!

Il libro che ho appena finito di leggere sembrava fatto apposta per questo particolare momento che tutto il mondo sta vivendo. Io non sono una mamma, ma dopo aver visto le immagini di Londra in tv e aver dovuto fare i conti, per l'ennesima volta, con un mondo che fa sempre più spavento, mi sono interrogata su quello che sta succedendo e come spiegarlo ai più piccoli (e anche a noi stessi!).
Il mondo che mi ha visto da bambina è molto diverso da quello liquido e frastornante che stai conoscendo tu. 
Ho trovato che questo libricino (semplice, breve, ma molto intenso) fosse molto attuale e mi sono ritrovata in molte frasi che ho letto.

Il mondo è per te un luogo da scoprire, amore mio. Le sto scrivendo anche per raccontarti di quello che so sulla paura, nell'illusione di offrirti quasi un manuale di sopravvivenza.

L'ho divorato in un'ora, un tempo che mi sono ritagliata per me e che mi ha portato a pensare a molte cose. Si parla dei sentimenti di amore di una mamma per suo figlio, ma anche del rapporto tra mamma-papà, di religione, di amore, di paura e di molto altro.
Immagina la paura come se fosse polvere. Aiuterà i tuoi anticorpi a costruire, un mattoncino alla volta, una barriera di protezione che impedirà al terrore di farsi avanti. Ricorda, amore mio, il terrore ti pietrifica, non ti permette più di fare niente. La paura invece può essere ascoltata e compresa, accettata, se serve. [...] La paura ti servirà anche per comprendere cosa è davvero importante e cosa non lo è.


Buon venerdì del libro!
Stefania


martedì 17 gennaio 2017

Scrapbooking al cinema

Oggi faceva troppo freddo! Ho provato ad andare un pò nella mia scraproom per finire un album che ho iniziato da domenica, ma la mia stanzetta non è riscaldata e non ho resistito molto...
vabbè, poco male... quest'anno mi son data come obiettivo di prendermela più comoda... nello scrap (come nella vita) ce la metto sempre tutta per terminare quello che inizio... non sopporto l'idea di avere il "disordine creativo", per cui faccio sempre il possibile per finire un album in pochissimo tempo. 

Bene, questa volta mi sono imposta di stare tranquilla... nessuno mi corre dietro, non è una commissione e non ho scadenze... se ho voglia faccio, sennò pazienza... capiamoci, non ho nessuna intenzione di lasciarlo incompiuto o di metterci mesi a finirlo... non sarebbe ASSOLUTAMENTE da me... ho solo voglia di prendermela più in tranquillità e senza ansie che mi metto da sola... 

_________________________________________________________________________________


Dopo queste riflessioni sconclusionate, arrivo al motivo del mio post di oggi. Avete mai fatto caso a quanto lo scrapbooking sia molto presente anche nel cinema?

1. UP
Beh, parto da quello che mi ha commosso in assoluto di più. Non ci sono molte parole per commentarlo, è di una dolcezza unica... il libro delle loro avventure è qualcosa di super fantastico... ma poi, vedere quelle pagine bianche, tutte da riempire... non mi ci fate pensare che torno a prendere i fazzoletti!!!




2. NEW IN TOWN-UNA SINGLE IN CARRIERA
Il film racconta delle avventure di una manager che è in trasferta in Minnesota per gestire una ristrutturazione di uno stabilimento. Nel film ci sono delle deliziosissime signore che, per intrattenere la protagonista, le insegnano a fare uno scrapbook. 




3. CARISSIMA ME
Ancora un'altra donna in carriera in questo film francese... questa volta, la signora a quarant'anni si vedrà recapitare delle lettere che si era scritta quando era piccola e questo la costringerà a rivedere la sua vita.




Per ora mi vengono in mente solo questi... ma se ne avete degli altri non vedo l'ora di conoscerli... fatemeli sapere nei commenti che li inserirò nel post e lo terrò aggiornato!

Stefania

sabato 17 dicembre 2016

It's not only a hobby

Buongiorno a tutti!

Oggi vi vorrei parlare delle cose che, a mio parere, danno un'incredibile soddisfazione a delle "pazze" scrapper.
Tutto è cominciato quando ho letto questo articolo e mi sono ritrovata in molte di quelle sensazioni che venivano descritte. Perciò ho cominciato a pensare a che cosa mi dà soddisfazione mentre creo qualcosa ed ecco un elenco di quello che mi è venuto in mente, in ordine sparso.


1. Usare dei timbri nuovi, appena comprati

2. Una scrap room ben organizzata

3. Usare gli stickers o le die cuts (la mia mania di questo periodo! Li trovo così comodi!!!)

4. Una timbrata perfetta al primo colpo

5. Costruire un album partendo dalla struttura

6. Usare l'oro, sempre e dovunque!

7. Una colla che incolla bene (a tal proposito, cerco DISPERATAMENTE suggerimenti perchè ne avrò provate un sacco, ma non ne ho ancora trovata una di soddisfacente!)

8. Un layout che mi viene subito, in un momento di "ispirazione"




Al contrario, ecco un elenco delle cose che mi danno VERAMENTE fastidio quando sto creando:

1. Una timbrata che non viene bene e mi rovina il lavoro (di solito quando ormai sono alla fine!)

2. Ripassare più volte con la fuse perchè non ho avuto la pazienza di aspettare che sia calda al punto giusto

3. Bruciarmi con la colla a caldo!

4. Una piega che mi scappa storta mentre sto costruendo un album o una busta

5. Il nastro biadesivo che fa i capricci e non incolla bene




Per ora non mi viene in mente altro... ma aspetto i vostri commenti perchè sono curiosa di sapere le vostre cose che vi fanno stare bene mentre state creando e quelle che vi danno fastidio....

A presto, buon weekend!

sabato 12 novembre 2016

Compliblog #2

Eccomi qua, oggi, per ricordare il secondo compleanno del mio blog. Quante cose sono cambiate!!

La mia scrap room sta piano piano assumendo sempre più l'aspetto che io vorrei ed è fantastico essere così fortunata da poter permettersi di avere un posto speciale dove rifugiarsi a creare. 

Il mio blog, invece, non ha ancora preso una piega ben definita. Parlo di libri (con il consueto appuntamento settimanale del venerdì, quando partecipo all'iniziativa di Paola), a volte parlo anche di viaggi/gite che faccio e, molto più spesso, vi racconto delle mie creazioni. Si chiama "creatività e chiacchiere" proprio perché è un posticino dove racconto un po' di tutto... questa può essere sicuramente una scelta discutibile, ma è il mio posticino e ho così tanti interessi che vorrei condividere col web che non me la sento di toglierne nemmeno uno.



Credo che in questo periodo avere un blog sia molto difficile... coi social è più immediato condividere ed avere un immediato riscontro dell'indice di gradimento. Col blog è lungo commentare ed è altrettanto impegnativo rispondere a tutti i commenti! Inoltre, le persone hanno sempre meno tempo per leggere un intero post, mentre scorrere una bacheca e mettere "mi piace" ad una foto è più facile e veloce.
Per questi motivi e per molti altri, ho riflettuto molto se continuare questa mia avventura o come evolvere per rendere il mio blog più visibile. Vi confesso che, a volte, mi sento un pò "smontata" nel preparare un post. Dietro queste poche righe ci sono molte ore di lavoro: fare le foto per cercare di rendere al meglio le mie creazioni, pensare alle parole giuste per esprimermi... e poi, alla fine, non ottengo il riscontro che spero.

Nonostante questo, io vado avanti. Non ho creato il blog per gli altri, ma perchè piaceva a me questa idea... e finchè per me ne varrà ancora la pena, continuerò. Sono passati due anni e sono molto felice di essere qui!

venerdì 11 novembre 2016

Melody

Siamo nel 2016, viviamo in una società evoluta in mille cose, eppure in quanto a disabilità ci sono ancora MOLTI ostacoli da superare.

Tutti abbiamo delle disabilità. Quali sono le tue?

Questa settimana ho letto un libro che ha vinto il premio Andersen nel 2016, scritto per adolescenti ma che in realtà consiglio davvero a tutti perchè è ricco di spunti di riflessione, sia per genitori che per insegnanti. Inoltre, io l'ho trovato fantastico!



Il libro racconta la storia di Melody, una bambina di 11 anni affetta da una grave disabilità che la costringe su una sedia a rotelle e che le impedisce, oltre che il movimento, anche l'uso della parola. Forse, più che la mancanza di autonomia, è proprio il fatto di non riuscire a comunicare quello che sente che mette più in difficoltà la nostra protagonista. Deve essere frustrante non riuscire a comunicare in nessun modo e questo è ben spiegato nel libro

[Tutti si esprimono con le parole. Tutti tranne me. E scommetto che la maggior parte della gente non è consapevole del vero potere delle parole. Io invece sì. I pensieri non hanno bisogno di parole. Le parole hanno bisogno di voce. Io adoro il profumo dei capelli appena lavati della mamma. Adoro sentire la barba ispida del papà, prima che si rada. Ma non ho mai potuto dirglielo.]
Nella prima parte del libro, mi ha molto colpito la non comunicazione di Melody. Dentro sente di avere moltissimo da dire, ma non riesce ad esprimersi e si sente molto frustrata. Un episodio in particolare, raccontato proprio nelle primissime pagine, mi è rimasto impresso: Melody ha 4 anni ed è al supermercato con la mamma. Vede in uno scaffale una confezione di mattoncini di plastica dai colori sgargianti che la tv aveva annunciato che andavano ritirati dal mercato perchè contenevano una vernice al piombo. Lei prova ad indicarli alla mamma, ma lei interpreta questo gesto come un suo capriccio. Melody continua a scalciare e a dimenarsi per tentare di farsi capire che vorrebbe solo che venissero tolti dallo scaffale, ma la mamma non capisce. Tutta la gente li guarda e alla fine la mamma è costretta ad uscire velocemente dal supermercato e ad andare a nascondersi con la figlia urlante in macchina. Il medico, contattato dalla mamma preoccupata, le prescrive un sedativo. 

Credo che un episodio del genere sia tristissimo, leggendolo mi sono commossa un sacco. Quante volte gli adulti non capiscono un bambino e, credendo di sapere tutto a prescindere, etichettano una situazione interpretando il piccolo, senza CAPIRLO veramente? Io lavoro con bambini autistici e moltissime volte vedo persone che, quando vedono il bambino piangere o urlare, dicono "è stanco" oppure "sta facendo i capricci", senza cercare/volere neanche minimamente di capire quello che veramente sta provando.
[Non riesco a immaginare come ci si senta ad avere tutte le parole rinchiuse dentro.]
A causa della sua disabilità Melody viene trattata come una bambina piccola e nessuno pensa che in realtà lei è molto intelligente. I suoi insegnanti della scuola e i medici che si occupano di lei non pensano che lei abbia delle capacità di apprendimento e lei passa le giornate a scuola a ripetere l'alfabeto. In realtà Melody ha una memoria fotografica ed è una bambina super intelligente. 

[La musica è potente, è in grado di far riaffiorare i ricordi. Può influenzare il nostro stato d'animo e darci la forza di reagire ai problemi che dobbiamo affrontare.]
Sarà una sua vicina di casa, la signora V, l'unica che crede veramente nelle capacità di Melody e che la aiuterà moltissimo. Innanzitutto convincendo i genitori ad acquistare una speciale macchina (il Medi Talker) che consentirà a Melody di comunicare con il mondo.  
La prima volta che Melody dice ai suoi genitori che le vuole bene, mi sono commossa anche io come i protagonisti del libro. 

Grazie all'uso della parola, Melody può finalmente far vedere a tutti quanto vale. Certo, il percorso non sarà sicuramente una passeggiata... ma lei è una persona forte e, grazie anche alla vicinanza delle persone che le vogliono bene, riuscirà ad ottenere il suo posto nel mondo.



Non vi svelo altro. Sicuramente vi consiglio questo libro, del quale condivido molte espressioni e molti episodi. Vi dico solo che non ho potuto leggerlo di seguito perchè era così commovente che, di tanto in tanto, avevo bisogno di una pausa per non farmi sopraffare dalla commozione.

Buon venerdì e buona lettura,
Stefania

sabato 7 maggio 2016

National Scrapbooking Day

Oggi per noi scrappers è un giorno importante: un'intera giornata dedicata solo a noi!!

Per come mi piacerebbe festeggiare oggi, vorrei organizzare un'intera giornata in compagnia di amiche e scrappare in libertà. Purtroppo, impegni lavorativi mi impediscono di prendermi del tempo per celebrare questo giorno e, mentre esce questo post, io sono bella bella ad un corso formativo per lavoro.
Ma non importa! Ci saranno sicuramente altre occasioni per organizzare un bel momento scrap in compagnia e, soprattutto, io sono fermamente convinta che si festeggi lo scrapbooking day tutti i giorni e non solo oggi!

Per chi mi segue da un pò, l'anno scorso avevo scritto un post sentimentale su quello che lo scrap significa per me. Il mio primo vero album realizzato con la tecnica dello scrapbooking risale al lontano 2011 e immortalava il mitico viaggio a Londra! Cavolo, ne è passato di tempo da quei mesi passati a creare in cucina!!!
Molte cose sono cambiate... in primis ora ho la fortuna di avere una stanza scrap (o altrimenti detta "il mio ufficio"). E' il mio posticino per creare in libertà e per respirare aria creativa. A volte solo ascoltare musica e nel frattempo guardarmi intorno e ammirare le mie creazioni mi fa stare bene.

L'altro giorno pensavo a cosa scrivere in questo post e riflettevo su ciò che lo scrap rappresenta per me e in che modo fa parte della mia vita. Mi sono trovata a pensare a tutte le persone che hanno ricevuto biglietti da parte mia realizzati a mano, che cosa si saranno dette a riceverlo? Sarà piaciuto?
Ho pensato a quanto lo scrap sia ormai una parte così importante per la mia vita, che tutte le persone che mi conoscono e che mi vogliono bene partecipano in qualche modo a questo mio hobby, regalandomi nastri di riciclo, carte belle o addirittura dei tappi di plastica per realizzare qualche giochino home made!!!
Chi mi sta intorno sa ormai che se viene in gita con me si deve sorbire una mia versione armata di macchinetta fotografica che cerca di scattare delle foto memorabili per realizzare album.

Quanto adoro creare album di foto!!! Per comodità (principalmente di tempo) ultimamente creo tantissimi layout. Li trovo più immediati e ho l'opportunità di sperimentare tecniche nuove in maniera più veloce. Ma gli album sono un'altra cosa. A riguardarli mi commuovo sempre moltissimo, mi ricordano i bei momenti trascorsi, ma soprattutto mi rivedo nelle tecniche che usavo e mi scopro cambiata tantissimo a livello "artistico".

Il mondo scrap mi ha permesso di conoscere molte persone fantastiche, con le quali condivido la pazzia per i megasales sizzix o lo shopping sfrenato durante i meeting o alle fiere. Gente che, come me, si sporca le mani pocciando col mixed media e che si diverte a spruzzare colori su fogli, apparentemente senza nessuno scopo. Adoro questo fatto di essere parte di un gruppo bellissimo di pazze scriteriate, ognuna diversa tra loro, ma tutte unite da un'unica passione.

Ma soprattutto di questo hobby mi piace quello che mi ha fatto diventare. Sembrerà impossibile, ma grazie a dei "lavoretti di carta" (come li chiama la mia mamma!) ho avuto modo di crescere, di osare di più. All'inzio delle mie avventure scrappose i miei lavori erano molto stereotipati e "ordinati". Non concepivo l'idea di spatrocchiare o di uscire da alcuni schemi mentali molto rigidi che avevo. Ora invece, ho imparato ad osare di più. Sono ancora molto "rigida", ma sicuramente sono cresciuta e mi avventuro molto di più. La strada da fare è ancora tanta, ma mi piace vedere che cosa sono diventata finora e sono molto curiosa di vedere come diventerò nel corso degli anni!

mercoledì 20 aprile 2016

Nazionale Asi Verona 2016

Ciao a tutti!

Oggi sono molto carica, perchè sono di ritorno da un weekend eccezionale. Tanto per cominciare, mi sono permessa tre giorni di vacanza. Lontano da tutti, staccare la spina e non pensare a niente.
Ne avevo davvero bisogno perchè era da una vita che non mi allontanavo una notte da casa e questi appena passati sono stati mesi intensi.
Mi ha fatto davvero bene e sono contentissima perchè mentre ero via non ho pensato a niente. Niente problemi, niente tristezze, niente di niente. Solo relax!


Durante la mia "pausa vacanze" sono stata a visitare Mantova e il parco Sigurtà, ma un giorno me lo sono ritagliata per partecipare al meeting nazionale organizzato dall'Associazione Italiana Scrapbooking.
E' stata una bellissima giornata in cui ho potuto fare un pò di shopping scrapposo (quello non manca mai!), ho fatto dei corsi che mi sono molto piaciuti, ma soprattutto ho rivisto vecchie amiche e conosciuto nuove persone. Ecco, per me il meeting nazionale è soprattutto questo.



Tutto ciò che volevo fare in questa giornata era essere spensierata. Divertirmi. E soprattutto stare con delle persone che vedo solo una volta l'anno e che ho la possibilità di vedere solo in queste occasioni.
Certo, fare il corso è importante e molto bello. Si imparano sempre dei "trucchetti" nuovi e si ha la possibilità di creare cose guidati da insegnanti che di solito io seguo solo tramite i blog. Averli faccia a faccia e imparare dalle loro spiegazioni è uno degli scopi del nazionale e del perchè l'associazione si impegna ad organizzare i meeting regionali e il nazionale una volta all'anno. Però per me c'è molto altro.

Per me sabato è stata un'occasione per rivedere i proprietari dei miei shops preferiti con cui di solito non ho occasione di sentirmi. Di fare giretti per i negozi che c'erano lì e toccare con mano i nuovi prodotti. Certo, faccio molti acquisti online e non mi mancava niente, ma essere lì e vedere dal vivo le cose è tutta un'altra cosa. Vedi cose nuove e compri cose che online non avresti manco considerato. Ti fai consigliare da chi hai intorno, che ti vede con un timbro in mano e ti dice "ce l'ho anch'io e lo uso tantissimo!" oppure che ti dà consigli se sei indecisa su quali carte prendere (tendenzialmente alla fine si decide per prenderle tutte, ma questo è un altro discorso!!!).



Per me sabato è stata un'occasione per rivedere le mie amiche scrappers che ho conosciuto l'anno scorso e che ho rivisto volentieri quest'anno. Chiacchiere in compagnia, molte risate e molte foto (che poi devo fare l'album!).






E, solo alla fine, venivano i corsi. Ecco perchè non vi nascondo che ho passato la maggior parte del tempo fuori dalle aule dove i miei colleghi stavano lavorando diligentemente e sono stata in giro per l'albergo a bighellonare. Ecco perchè mi è stato detto che "non ero in aula a lavorare come gli altri". Perchè per me l'importante era altro, erano le relazioni. Non posso scrappare una foto insignificante, una di quella fatta in gruppo dove tutti stanno in posa perchè si fa così. Io voglio scrappare una foto dove sia stato scattato uno di quei momenti di cui vi ho parlato in questo lungo post, un momento che davvero voglio ricordare a lungo e che, riguardandolo, possa farmi tornare in mente risate e spensieratezza in compagnia di persone speciali.
Esistono mille corsi online che posso acquistare ed eseguire a casa come una diligente persona. Ma nessun corso del mondo mi darà quegli abbracci e quelle avventure che ho cercato di vivere io.

con la nostra insegnante Helga:
la sua disponibilità nelle spiegazioni mi darà modo
di terminare il suo fantastico progetto anche da casa!

Il risultato è che sono tornata a casa con entrambi i progetti che avevo cominciato che sono rimasti incompiuti. Li finirò nei prossimi giorni e poi ve li mostrerò, perchè sono stati davvero due bei progetti e altrettanti di belli ce n'erano in questo weekend ai quali io non ho potuto partecipare e mi è dispiaciuto.



Ma la ricchezza dei momenti belli trascorsi insieme alle persone che ho incontrato sabato resterà sempre nei miei ricordi!



venerdì 5 febbraio 2016

San Valentino in love

La settimana scorsa non ho postato niente per il venerdì del libro... Dei libri di narrativa che sto leggendo, non me ne è piaciuto nemmeno uno e li ho spesso abbandonati dopo le prime pagine. Sto cercando QUELLA storia, il libro che ti fa sognare, divertite, innamorare... Avevo cominciato a leggere qualche young adult, ma alla fine le storie erano tutte uguali e mi hanno stancato...
Per ora la mia ricerca continua, non mi arrendo!

Anche questa settimana ero molto incerta sul fare un post... Non sapevo che libro presentare e avevo quasi deciso di saltare anche stavolta. Poi sono andata in camera e ho dato un'occhiata alla libreria di libri per bambini che, per mia fortuna, è molto fornita. Cercavo un libro sull'amore da presentare per l'imminente festività di San Valentino...
E finalmente, davanti ad uno scaffale, mi sono persa... Mille libri che mi piacciono, mille libri che vi vorrei presentare per condividere ciò che mi piace con voi...
E alla fine mi sono ritrovata con una catasta di titoli che ora non so più da quale partire!!

Per questo motivo, al posto di un solo titolo vorrei presentarvi alcune proposte di libri che parlano d'amore.



SOMEBODY LOVES YOU, MR HATCH


Il libro di San Valentino per eccellenza, a mio parere. Racconta della storia del signor Brown, che un giorno riceve per sorpresa un misterioso pacchetto di cioccolatini. Il regalo lo riempie di gioia e lo fa sentire felice, peccato però che il postino suona il giorno dopo alla sua porta per avvisarlo che c'era stato un errore e che i cioccolatini non erano per lui. Il signor Brown si sente molto triste, ma gli abitanti della città troveranno il modo per tirargli su il morale!



LA GRANDE FABBRICA DELLE PAROLE


Un libro molto poetico. Racconta di un paese dove le persone, per parlare, devono comprare le parole e le devono inghiottire. Non tutti possono permettersi una tale spesa e questo è il caso di Phileas, che vorrebbe dire alla ragazza di cui è innamorato delle dolci parole d'amore, ma non ha abbastanza soldi. Per fortuna, però, alla fine l'amore trionfa sempre.



ROSSO COME L'AMORE


Di questo libro vi avevo già parlato in questo post. Vi lascio il link, per chi fosse curioso di saperne di più.



L'AMORE SALVA LA VITA


Il racconto di una giornata al fiume a pescare dal punto di vista di una bimba e di quella del suo papà. Due storie parallele che raccontano una stessa storia vista da due prospettive differenti, ma che entrambe sono accomunate dall'amore che dà felicità.



Spero di avervi dato delle belle proposte, a presto!
Stefania

lunedì 18 gennaio 2016

2015 in 6 link

Ciao a tutti e buon lunedì!

Oggi partecipo ad una bella iniziativa che mi ha proposto Betta del blog BettaScrap a questo post.
Si tratta di rispondere a delle semplici domande che riguardano il blog, linkando le risposte in riferimento all'anno appena trascorso, il 2015.

Appena ho letto il post di Betta, la sua proposta mi è piaciuta subito e ho pensato di aderire immediatamente. E' stata una bella occasione per ricordare il 2015 e di questo la ringrazio moltissimo!



1) IL POST PIU' POPOLARE

Il post che ha avuto in assoluto più visualizzazioni è stato quello relativo al National Scrapbooking Day. Sono molto felice di ciò perchè è un post "sentimentale" che ho scritto in un momento di riflessione sul mondo dello scrap in generale e su come questo sia divenuto parte della mia vita.

Nel mio blog sono raccolte varie tematiche... per quanto riguarda lo scrap, il post più visto riguarda l'acquisto delle magnolia doohickey che ho acquistato al nazionale Asi (è già passato un anno???!!!), mentre tra le recensioni dei libri ha riscosso molto successo "lezioni di volo", che tra l'altro è un libro che adoro!
Infine, vi segnalo un post che riguarda l'organizzazione della mia scrivania, che è stato visto da moltissime persone e di questo sono felicissima!


2) IL POST DI CUI VADO PIU' FIERA

Questo layout mi piace un sacco, tanto che l'ho inserito nell'album di laurea! Lo trovo equilibrato, sono molto soddisfatta della foto (che tra l'altro mi ricorda un momento fantastico) e adoro l'utilizzo dell'oro che ultimamente è la mia ossessione.


3) IL POST PIU' CONTROVERSO

Questo post riguarda un layout che ho creato per partecipare ad una sfida (e ho pure vinto!)... in realtà non ne sono molto soddisfatta perchè ha avuto un processo creativo molto difficile... ho fatto molti errori e molte imperfezioni... è vero che il grande maestro Tim Holtz dice che dobbiamo imparare a "embrace the imperfection", però avrei sicuramente potuto fare meglio!


4) IL POST IL CUI SUCCESSO MI HA SORPRESO

Mamma mia, qui c'è l'imbarazzo della scelta! Rivedendo i vari post del 2015 ho riscoperto moltissime creazioni di cui non ricordavo più l'esistenza e che mi hanno dato molte soddisfazioni.
La sfida più grande che ho superato in quest'anno è stata però la creazione del mio primo quiet book. Li guardavo da molto ma non avevo mai avuto il coraggio di cimentarmi nel crearlo... alla fine però è capitata l'occasione e ce l'ho fatta!


5) IL POST PIU' UTILE

Nel corso dell'anno ho creato alcuni tutorial... credo che quello della tea box sia molto utile (io stessa l'ho rifatta altre volte), ma vi segnalo anche quello sull'utilizzo delle sketch pens della silhouette.
Ho in programma di crearne altri, perchè credo che in questo hobby sia molto importante la condivisione del "sapere"... io stessa imparo da internet e credo che sia bello restituire in qualche modo questo favore.
Vi consiglio anche i miei post sull'organizzazione delle dies e dei timbri trasparenti, perchè magari potete trovare degli spunti utili per riporre tutto il materiale in poco spazio (sono del 2014, ma non vanno mai fuori moda!).


6) IL POST CHE NON HA AVUTO IL SUCCESSO CHE MERITAVA

Devo dire che sono un pò dispiaciuta di questo, ma il mio project life non ha avuto un grande successo... Dato il scarso successo ho anche smesso di pubblicarlo, ma non ho abbandonato il progetto, anzi... Ho terminato quello dell'anno scorso e cominciato quello di quest'anno!
Altri post che non sono stati molto letti sono quelli riguardanti l'handbook, il progetto di Amy Tangerine. Anche qui, sono molto soddisfatta di averlo fatto e credo che, non appena possibile, tornerò a fare altre pagine perchè era super rilassante!


venerdì 20 novembre 2015

Ishi - Simple tips from a solid friend

Giovedì scorso sono andata a Venezia e, in stazione, non ho potuto non approfittare della solita capatina da Tiger.
Per chi non lo conoscesse, Tiger è una catena di negozi che vende un pò di tutto: ci sono materiali da cancelleria, cibi, giochi, decorazioni, accessori per il bagno e chi più ne ha più ne metta. Qual è la particolarità, direte voi? Sono tutte cosine molto carine e "fuori dal comune". E' un pò difficile spiegarvi a parole, perciò vi rimando al loro sito, così vi fate un'idea. Non si può acquistare on line, ma almeno vi gustate l'occhio!

Da Tiger ho trovato questo libricino e, appena visto, me ne sono subito innamorata e non ho potuto fare a meno di acquistarlo. Una volta arrivata a casa, ho scoperto che è un libro famoso e che è vincitore di numerosi premi, tra i quali il 2015 National Parenting Pubblication. 


Non ve lo descrivo con molte parole, perchè credo che le immagini parlino da sole. Si tratta semplicemente di alcuni piccoli "trucchetti" che possono essere d'aiuto nei momenti no che possono capitarci. Piccole perle di saggezza semplicissime che possono aiutare a trovare la felicità in momenti in cui si riesce a vederla perchè oppressi da altre cose.

Buona visione!



Questo/a è ISHI. Il nome significa roccia in giapponese. Per chi fosse interessato ad ulteriori informazioni, esiste una pagina facebook e un sito internet (in inglese). Vi consiglio di andare a darci un'occhiata, perchè ci sono molte informazioni interessanti e anche delle attività scaricabili 








Per oggi è tutto. Spero di avervi incuriosito con questo libro.
A presto, Stefania

PS: Per chi non avesse ancora partecipato, vi rimando al giveaway per il primo compleanno del mio blog. Spero di vedervi partecipare in tanti!!!

giovedì 12 novembre 2015

Un anno di vita

Ricordo ancora molto bene le sensazioni di quella notte... l'ennesima notte di insonnia, quella in cui non sapevo più che fare per passare il tempo... un'idea che balenava nella mia testa già da un pò...
E, alla fine, prendere coraggio e lanciarmi. Che nome metto? Tutti mi sembrano stupidi... chissà che cosa penserà la gente di me, dei miei lavori... mi butto o non mi butto?

Da una notte in cui non sapevo che fare è nato questo blog. E' passato 1 ANNO e sono cambiate un bel pò di cose... sono cambiata io, il mio modo di scrappare, i blog che seguo, le esperienze che ho fatto, il mio modo di scrivere, gli argomenti dei miei post...

Non è stato facile come potrebbe sembrare. Chiunque stia leggendo ed ha un blog sa di cosa sto parlando. Non si tratta solo di creare qualcosa e farlo vedere. Non è soltanto "vincere una sfida"... Per me si tratta di molto di più.
E' un esporsi, far vedere al mondo quello che produco, quello che penso, quello che sono... far parte di un mondo, condividere con degli sconosciuti quello che faccio, che leggo o che mi succede... è un pò aprire le porte di casa all'intero world wide web... è programmare dei post, pensare all'argomento, scattare le foto giuste...

In cambio, ci sono delle vittorie (ma anche delle sconfitte!), ci sono delle amiche virtuali conosciute, delle amiche reali che passano e ti leggono e commentano... ci sono delle condivisioni di esperienze, di tecniche, di letture... e tutto questo mi rende felice e non mi fa mai pentire della mia scelta. Mai!

Per uno strano scherzo del destino, la data del compliblog corrisponde con la vigilia di una data molto importante per me: domani, finalmente, mi laureerò! Ce l'ho fatta e non mi sembra ancora vero!
Per questo motivo, mi prenderò un pò di pausa (ma non troppa, spero di tornare operativa prestissimo!!!), giusto per godermi il momento e festeggiare come si deve.
Ma STAY TUNED perchè al mio ritorno vi farò vedere tutto l'allestimento che sto preparando da settembre: bomboniere home made, decorazioni per la festa e molto altro ancora!


Per festeggiare questo bel momento ho deciso di organizzare un giveaway. Partecipare è semplicissimo: basterà lasciare un commento a questo post entro il 30 novembre e io estrarrò a sorte un fortunato vincitore di un regalo a sorpresa. Se vi va di condividere l'iniziativa il più possibile a me fa piacere, ma non è una condizione obbligatoria per partecipare.
Spero di vedere moltissimi commenti...

Grazie a tutti, di cuore!

Stefania

venerdì 23 ottobre 2015

Il magico potere del riordino

Ciao a tutti.
Oggi vi voglio parlare delle mie impressioni riguardo un libro di cui si è sentito parlare moltissimo. Si tratta del libro di Marie Kondo, il magico potere del riordino, dove l'ormai famosa scrittrice svela i suoi trucchi per riordinare una volta per tutte.

Nella rete si trovano moltissime recensioni riguardo questo libro e più volte nel venerdì del libro ne ho lette di molto interessanti. Ho voluto provare a dire la mia anch'io, per condividere con voi le mie impressioni!


"Riordinare non necessita di complesse classificazioni. Le azioni fondamentali da eseguire sono due: buttare via ciò che non serve e trovare una collocazione a quello che rimane. E' importante ricordarsi che buttare viene prima".

Il primo step che propone l'autrice è quello di "buttare via tutto ciò che non serve".
Bene, sarà che io quello che lei spiega lo facevo già, ma non l'ho trovato così illuminante come pensavo e, per questo motivo, questa parte mi ha molto annoiato.
Quando faccio il cambio dell'armadio, cerco sempre di rivedere gli abiti che ho appena usato nella stagione e di buttare quelli che non mi vanno più o non mi piacciono più. Non ho problemi a fare questo e riesco facilmente senza i problemi "sentimentali" che descrive la Kondo nel suo libro.

Mi sono ritrovata d'accordo quando spiega che "riordinando si mette in ordine il passato e, di conseguenza, si prende coscienza di ciò che conta davvero nella nostra vita e di ciò che invece non serve; di ciò che bisogna fare e di ciò che invece bisogna lasciarsi alle spalle". Anche io mi ritrovo sollevata e più libera quando butto via il superfluo. Non vi so spiegare bene la sensazione, ma ci si sente più leggeri, o almeno a me capita così.

La Kondo scrive che "il guaio delle soluzioni per organizzare gli spazi è che creano l'illusione che, riponendo vestiti e accessori negli appositi contenitori, si risolva il problema del disordine. In realtà, nei cassetti e nei contenitori sii accumula tanta di quella roba che la stanza è ancora in disordine e bisogna trovare un'altra soluzione per organizzare gli spazi, creando così un circolo vizioso". In queste frasi io non mi ritrovo molto.
E' vero che "la ragione principale per cui le cose continuano ad accumularsi è perchè non ne teniamo sotto controllo la quantità e non riusciamo a farlo perchè i posti in cui le riponiamo sono sparsi ovunque". Però io credo che con un pò di ordine mentale non ci siano grosse difficoltà... per me questa cosa è naturale e logica, la applico già quando organizzo vestiti e accessori oppure nel sistemare i materiali che utilizzo in scrap room. La mia regola è buttare ciò che non ci sta, facendo un pò di ordine quando le scatole diventano troppo piccole per contenere le varie cose e, soprattutto, buttare senza pietà quello che non mi dice più niente perchè magari non mi piace più o mi ha stufato. Ed è più o meno quello la Marie Kondo spiega nel corso del suo libro.

La parte che proprio mi ha fatto alzare gli occhi al cielo è stata quella sui calzini. Ve la riporto senza commenti per non risultare offensiva, ma a dir la verità l'ho trovata un pò assurda.
"La mia cliente appallottolava i calzini e li rivoltava. Questo è sbagliato. Le calze riposte nei cassetti sono come in vacanza. Sempre messe a dura prova, costrette a tollerare il sudore e lo sfregamento tra piede e scarpa, malgrado tutto continuano stoicamente a proteggere i piedi del proprietario. Nel cassetto dovrebbero godersi il loro breve ma meritato riposo. E invece? Le calze annodate e rivoltate si sformano, sono sottoposte a una tensione costante e la parte dell'elastico è sotto pressione. Come se non bastasse, buttate a quel modo, rotolano qua e là e sbattono le une contro le altre ogni volta che il cassetto viene aperto e chiuso, e non riescono a riposare in pace. Inoltre, se hanno la sfortuna di finire sul fondo, la loro esistenza viene dimenticata per così tanto tempo che l'elastico si allenta irrimediabilmente e quando la loro prospettiva di vita si è sensibilmente accorciata, nel momento in cui ci ricordiamo di loro, non possiamo che notare che sono sformate senza rimedio."

Non mi fraintendete... trovo che il concetto generale che la Kondo vuole esprimere sia corretto. Seppur anche io ripongo i miei calzini in questo modo, sono consapevole che l'elastico si rovina e che non è il modo corretto di procedere. Però ho fatto fatica a trovare questa spiegazione un pò nonsense.... Per essere precisi, comunque, nelle righe successive viene spiegato molto bene il modo corretto di procedere e come è la maniera più indicata per riporre calzini e collant nei nostri cassetti.
Credo che questo sia il suo modo di scrivere... anche in seguito, parlando dei vestiti, suggerisce di "esporli di tanto in tanto all'aria e alla luce, di guardarli e toccarli, colmarli di attenzioni e far sapere loro che non vedete l'ora di indossarli la prossima stagione".


Lascio a voi ulteriori considerazioni. Io l'ho trovato in sostanza un libro interessante, a tratti un pò noioso, ma molto utile per chi vuole provare a fare un pò d'ordine nelle proprie cose e nella propria vita. Aspetto le vostre impressioni...

Buona giornata e buon venerdì del libro!
Stefania

lunedì 5 ottobre 2015

Inside Out

La settimana scorsa sono stata al cinema... era da quando ho sentito i primi rumors di un cartone sulle emozioni che mi ero prefissata di andarlo a vedere. Mi intriga il tema e non rinuncio mai ad un cartone Pixar, che reputo di alta qualità.


Per prepararmi alla visione, non ho guardato trailer, non ho letto recensioni di chi è andato a vederlo, zero assoluto! Ho voluto che niente mi condizionasse e che fosse tutta una sorpresa.
Avevo molte aspettative su questo film e devo dire che non sono rimasta delusa.

Il corto iniziale, Lava, l'ho trovato molto bello. Il protagonista è un vulcano che si sente solo perchè non ha nessuno da amare. Devo dire che l'ho trovato molto azzeccato, in quanto faceva da apripista ad un film sulle emozioni. Non è stato un corto coinvolgente perchè divertente, ma ti entra dentro grazie al racconto esclusivamente in musica (con un ritornello orecchiabile e che si impara facilmente!) e alle emozioni che trasmette. Tutti hanno bisogno di qualcuno da amare. Quale messaggio più condivisibile di questo?



Ma arriviamo al film vero e proprio. Le vere protagoniste sono le emozioni: gioia, tristezza, paura, rabbia e disgusto.
E' stata una scelta rivoluzionaria scegliere di rappresentare per la maggior parte della pellicola l'interno della mente di una ragazzina. Come ha detto una bambina in sala: "ma allora noi abbiamo tutto questo nel nostro corpo?".

Le scene iniziali partono dalla nascita della piccola Riley e i suoi ricordi sono per la maggior parte gioiosi: i primi sorrisi a mamma e papà, le prime pattinate sul ghiaccio (il suo papà è allenatore di hockey e trasmette questa passione alla bimba), le prime amicizie...
Ogni ricordo di Riley è rappresentato da una sfera colorata a seconda delle emozioni che lo contraddistingue. Ogni sfera va ad incanalarsi in un'isola (famiglia, amicizia, stupidera, onestà e hockey) e contribuisce a formare la sua personalità.



Mi è piaciuto il messaggio che sono i nostri ricordi, le nostre vicissitudini che formano il nostro modo di essere e il nostro carattere. E' un punto di vista che condivido in pieno!

Per motivi di lavoro, la famiglia di Riley deve trasferirsi e questo condizionerà il suo carattere. Questo passaggio importante della sua vita è correlato da un misfatto che succederà nella "consolle centrale" di Riley: gioia e tristezza vengono sbattute fuori e toccherà a paura, rabbia e disgusto tenere a bada i comportamenti di Riley.


Che dire, il film mi è piaciuto molto. Mi è piaciuta soprattutto la scelta azzardata di dare alla tristezza un ruolo di primo piano nella creazione della gioia. Qualcuno potrà non condividere, ma sono convinta anch'io che se non si passa attraverso la tristezza, non si riesce ad assaporare la vera gioia fino in fondo.

Condivido anche quanto scritto in questo articolo di Wired (che vi invito a leggere), specialmente quando vedono Inside Out come un film che:

 "Riesce a trasmettere una rappresentazione tanto fantasiosa quanto realistica della crescita e dei processi che la governano: le paure, le sicurezze, l’importanza della famiglia come luogo dell’affetto e della condivisione e – ciliegina sulla torta – l’importanza di un equilibrio tra tutte le emozioni, e non solo tra quelle piacevoli, come la gioia e la felicità.Inside Out è quindi un vero e proprio inno alla capacità di trovare dentro di sé, e nella relazione affettiva, la possibilità di superare ostacoli apparentemente insormontabili, in particolare nel periodo complicato dell’adolescenza."

Piccola chicca: le emozioni sono rappresentate da colori e ognuna ha una forma diversa che la caratterizza, che prende spunto da cose in natura che le provocano. Rabbia è come un mattone, paura come un fascio di nervi, gioia è una stella, disgusto ha la forma che richiama quella di un broccolo e tristezza una lacrima. Geniale, direi!

Interessante è anche il fatto che, in fase di realizzazione del cartone, i registi si siano affidati ai consigli di esperti psicologi, che li hanno aiutati nella trasposizione delle emozioni nello schermo e hanno collaborato nella stesura della trama. Il film, per questo, tiene conto di molte scoperte psicologiche, come per esempio il fatto che le emozioni possono distorcere i ricordi e, soprattutto, che rabbia e tristezza (viste come emozioni negative) possono generare reazioni positive e costruttive.



E voi? siete andati a vedere questo bellissimo film? Mi piacerebbe sentire la vostra opinione.. ma, soprattutto (e non me ne vogliate per questo!!), sarei interessata alle reazioni dei più piccoli... forza, non siate timidi e raccontatemi!

lunedì 28 settembre 2015

Le scene più tristi dei telefilm

Io sono una persona che si commuove moltissimo, sia per quello che mi succede nella vita di tutti i giorni, sia per quello che vedo in tv.
Spesso mi ritrovo a guardare un film singhiozzando per questa o quella scena e questa cosa è motivo di derisione da parte della mia famiglia...
Tra le moltissime serie tv che seguo/ho seguito nel passato, ci sono delle scene che, per quanto ormai le conosco a memoria, mi provocano lo stesso un pianto ogni volta che le rivedo.

Ecco un elenco assolutamente in ordine sparso di queste scene:

1) scena finale prima serie OC, Ryan se ne torna a Chino e tutti sono tristi... e vogliamo parlare della canzone di sottofondo????!!!!????


2) Una mamma per amica, stagione 2 episodio 19: Jess e Rory hanno appena fatto un incidente e Jess è sparito. Luke lo trova e l'unica cosa che si sente dire è "mi sono assicurato che lei stesse bene". Troppo dolce!!!


3) One tree hill, la morte dello zio Keith. E' stata una perdita difficile da accettare, perchè era uno dei miei personaggi preferiti e mi piaceva il suo rapporto con i protagonisti della serie... tuttavia questa morte ha dato il via ad altri momenti strappalacrime per le successive serie dello show e ha dato modo a noi fans di rivedere di nuovo il mitico zio Keith, anche se brevemente.,.


4) Friends, ultima puntata dell'ultimissima stagione: un finale triste perchè è difficile lasciare andare una serie così bella! Mamma mia quante lacrime ho versato!!!!!


5) Chuck: la morte di Stephen J. Bartowski. Su Chuck potrei dirvi moltissime cose... è un telefilm che ADORO e che riguardo spesso. Ci sono molte scene che mi hanno fatto sorridere e molte che mi hanno fatto commuovere. Ma la morte del papà di Chuck, tra tutte, mi è dispiaciuta particolarmente.


6) The Flash: Barry dice al papà chi è in realtà!




Ci sarebbero moltissimi altri momenti che mi hanno commosso. Magari in un altro post, più avanti, ve ne racconterò ancora... Intanto, per il momento, sono curiosa di aspettare le vostre scene commuoventi!

A presto, Stefania

mercoledì 16 settembre 2015

Scrapbooking obsession

Tempo fa mi è stato segnalato questo articolo, che tratta di una riflessione sul fatto che una scrapper può essere "ossessionata" da questo hobby, quando diventa una passione e ci si pensa tutto il giorno.

Mi ha fatto riflettere... ormai anch'io passo la maggior parte del mio tempo libero a casa nella scrap room (anche senza creare niente ma è diventato il mio ufficio), e qualsiasi evento a cui partecipo, anche il più semplice, diventa un motivo per scattare foto <<che poi devo fare il project life>> oppure <<dai che ci creiamo un album per questo evento!>>.
Poco importa se l'evento in questione altro non è che una semplice passeggiata o un pranzo in famiglia... tutte le scuse sono buone!!!

Vogliamo aprire una (triste) parentesi sullo shopping compulsivo???!!!???
<<Questo è l'ultimo anno che vado in fiera ad Abilmente!>> è il mio mantra che mi ripeto tutti gli anni dopo che ci sono andata e ci ho lasciato là un portafoglio intero con tutti i risparmi!
<<Stiamo attente a non esagerare con lo shopping al meeting e valutiamo bene cosa acquistare, che poi non usiamo mai tutta 'sta roba!>> dico a mia sorella ogni volta che entriamo nella stanza adibita al meeting e vediamo tavolate piene di ben di Dio (e no, non mi riferisco solo al cibo!!!).
E poi c'è il Diavolo in persona, ovvero lo shopping on line!!! In rete ci sono mille negozi e in ognuno c'è qualcosa che mi interessa e che <<DEVO ASSOLUTAMENTE AVERE PERCHE' E' FAVOLOSO E MI PIACE TANTO TANTISSIMO E POI GIURO CHE LO USERO' UN SACCO!!!!!>>. Non commento neanche, perchè sarebbe superfluo, quando il buon Tim presenta un suo nuovo prodotto e io mi trovo a sbavare davanti al pc ogni benedetta volta.
Infine, non dimentichiamoci dei saldi Sizzix! Ogni megasales è sempre la stessa storia: <<diamo un'occhiata e facciamo un carrello ipotetico, giusto per divertirci...>> e poi, invece: <<non vorrai mica rinunciare a queste offerte?? Sono troppo convenienti!!!>> e vai di carta di credito!!!

Lo shopping compulsivo non è l'unico mio problema... quante volte mi trovo a dover buttare un catalogo, ma prima ci strappo le pagine che mi interessano perchè sono utili per mattare una foto??? Oppure riutilizzo qualsiasi oggetto possa trovare in casa e riciclare per fare un lavoretto, oppure provare a fustellare qualsiasi materiale per dimostrare l'invincibilità della mitica big shot, che tutto può!
Adesso qualsiasi persona di mia conoscenza, prima di buttare qualcosa, mi chiede se mi può essere utile, così mi arrivano nastri, borsette e chi più ne ha più ne metta! Ormai ho coinvolto tutti in questa spirale autodistruttiva!

Ultimamente, però, l'ossessione si è spinta oltre ed è diventata qualcosa di pericoloso/preoccupante... la meta dei viaggi deve sempre prevedere una vicinanza con negozi di scrap (solo per esplorare, si intende...) e non mi vergogno di dire che a volte vorrei proprio organizzare una spedizione SOLO per andare in un negozio, tralasciando il resto...
Ma quello che mi fa più pensare a quanto lo scrap sia diventato parte di me è quando vedo un bordo di un vestito in vetrina e penso a che bel timbro potrebbe essere, oppure nei mercatini quando gli artigiani espongono i loro lavori io tento di indovinare quale fustella sia stata utilizzata, il modello e, non meno importante, se io ce l'ho... ed è capitato più di una notte che mi sia sognata di stencil, inchiostri e quant'altro!!!

Lo so, sembro una pazza!! Ma, nonostante tutto, ne sono felice. Lo scrap è un hobby che mi fa stare bene ed è diventato man mano una parte molto importante della mia vita. Il fatto che anche le altre persone che mi stanno intorno se ne siano accorte è un altro punto a questo favore.
Perciò, va bene così... accetto le mie manie e le mie ossessioni, che nonostante tutto mi fanno stare bene, e continuo a stare in questo mondo, certa che ci sono altre pazze come me che mi fanno compagnia!!

E voi? Siete anche voi ossessionate dallo scrap come me? Aspetto i vostri commenti!!!

martedì 1 settembre 2015

Riflessioni scrappose



"Part of cultivating a good life is to share inspiration and be inspired."



Quando ho letto questo articolo sul blog di Becky Higgins mi sono passate per la testa mille idee... avevo bisogno di metterle per iscritto e così eccomi qua.

A volte mi chiedo perchè ho aperto questo blog. A volte mi chiedo perchè mi sono data alla creatività, io che per natura non sono per niente creativa e tendo ad essere piuttosto schematica e ho bisogno di regole rigide. Mi chiedo se ha più valore uscire per scattare foto oppure vivere il momento e fregarsene del resto.
Poi l'articolo mi ha un pò illuminato e sistemato le idee.

E così mi ritrovo ad amare questo hobby perchè, innanzitutto, mi aiuta ad evadere dai problemi quotidiani e mi rilassa. E poi perchè mi insegna che una delle prime regole fondamentali del buon maestro Tim è "embrace your imperfection" e io ne ho proprio bisogno. Accettare le imperfezioni, le mie in primis e poi quelle del mondo che mi circonda, è la più grande lezione che possa mai imparare. E, per ora, è ancora molto difficile!

Mi gratifica chi si interessa a quello che faccio e sbuca nella scrap room per sbirciare cosa sto facendo (di solito è mia mamma la curiosona di casa!) oppure quale nuovo attrezzo ho comprato. Sento che questa stanza è una mezza via tra un mio ufficio e un luogo di ritrovo, non per forza dove si crea qualcosa di materiale, ma molto più spesso si mangia in compagnia (ho un cesto con caramelle, biscotti o patatine da offrire a chi mi viene a trovare!) e si chiacchiera, si ascolta musica, si naviga in internet e chi più ne ha più ne metta.

Sono molto soddisfatta di chi entra in scrap room e si mette a guardare i miei lavori appesi e, qualche volta, viene a chiedermi di fare qualcosa da regalare. Ma mi piace condividere i miei lavori anche in questo blog e non solo per partecipare ad una sfida (anche se quando ti regalano cosucce scrap o sei GD è comunque una bella notizia...). E' bello anche se posso essere di aiuto a chi sta cercando questa o quella ispirazione, oppure semplicemente vede un mio lavoro o una mia recensione e mi dà una sua opinione. Tutto serve per imparare!
Lo scrap è un hobby più bello se fatto in compagnia e, come io imparo molto da ciò che vedo nel web, mi piace pensare che a volte posso anche ricambiare il favore.

Grazie allo scrap ho vissuto delle belle esperienze ai meeting e ai vari corsi ai quali ho partecipato, che mi hanno permesso di imparare nuove tecniche ed evolvere, ma soprattutto che mi hanno dato l'opportunità di conoscere un sacco di belle persone, le mie amiche di scrap!
Sapere che ci sono altre pazze come me un pò mi rincuora!!! 

Un'altra cosa che ho imparato e che si nota un pò è l'evoluzione dei miei lavori. All'inizio ero molto "schematica" e non osavo mai abbastanza. Adesso ho imparato a giocare e divertirmi, con colori e con abbellimenti, nonchè con strutture e sketch diversi. A volte rivedo quello che ho fatto un tempo e quello che faccio adesso e c'è un cambiamento radicale. Non credo che si smetta mai di imparare e sono sempre disponibile a nuove esperienze e nuove "lezioni" da imparare. 

E poi ci sono loro, le foto! Nei momenti no, quando tutto sembra nero e negativo, vado a rivedermi quell'album o il project life oppure un layout con una bella foto. E mi ricordo che alla fine anche una semplice immagine dei miei piedi durante una passeggiata mi ricorda una bella sensazione che ho vissuto, una frase mi aiuta ad uscire dalla negatività e pensare positivo, una bella giornata immortalata mi fa venire la voglia di organizzarne un'altra...


Bene, le mie riflessioni sconclusionate sembrano essere arrivate al termine. Chiudo la mia "ode allo scrap" con le idee più ordinate. Aspetto, se volete, i vostri commenti e le vostre opinioni.
A presto, 

Stefania

mercoledì 12 agosto 2015

Organizzazione degli abbellimenti

Nelle prime settimane di luglio, per motivi personali non ho creato moltissimo. Non avevo nè il tempo, nè l'ispirazione. Tuttavia, spesso sono stata in scrap room senza far niente. E' strano come questo posto della casa sia diventato il mio angolo di tranquillità, anche se magari non lo uso per creare. Mi fa stare bene stare lì, anche senza far niente. Solo che mi piace che sia un posto ordinato e non incasinato.

Durante quest'anno, ho accumulato un bel pò di cose nuove che acquistavo ai meeting o in qualche negozio on line... Per mancanza di tempo, accumulavo tutto in un angolino e lasciavo lì nella speranza di giorni più liberi per sistemare il tutto. E poi non volevo utilizzare il poco tempo a disposizione per sistemare, perchè preferivo creare cose nuove...

Solo che ad un certo punto non ne potevo più!! Non trovavo le cose che cercavo, un pò di dies erano sistemati nei raccoglitori, altre ancora nel pacchetto originale, e lo stesso capitava con i timbri... non parliamo poi degli abbellimenti, forse la cosa più incasinata di tutte: quando ne prendevo uno me ne cadevano cento!!!

Non ne potevo più, così mi sono ritagliata un pò di tempo per sistemarmi la scrap room e farla diventare un posticino più ordinato!

Così, aiutata da due "volontari" alias i miei fratelli, ci siamo messi a sistemare gli abbellimenti e le altre cosucce che avevano invaso in modo disordinato il mio spazietto.

E' stato un lavoraccio che ha occupato tutto il weekend. Alla fine del primo giorno, dopo aver lavorato per un intero pomeriggio, nel vedere mille cose buttate lì sopra il tavolo, senza alcun segno di miglioramento, sembrava di aver perso tempo per niente.



Alla fine di tutto il lavoro, però, eravamo soddisfatti!
Ora va decisamente meglio. Quando cerco una cosa so esattamente dove trovarla e, nel prenderla, non corro il rischio di buttare tutto a terra.
Certo, le cose da fare sarebbero ancora molte, ma per ora mi accontento così.

Ecco in una carrellata di foto la mia nuova organizzazione:

le mollette sono tutte in un'apposito cassetto,
con tanto di divisorio tra quelle con abbellimenti
e quelle senza

paillettes e twine 
con i divisori ikea, fustelle, boards e adesivi stanno in ordine
e facilmente accessibili

riconoscete le scatoline? sono quelle dei punch lidl

brads e spille, tutti in ordine!

i vasetti nutella vuoti possono essere riempiti di bottoni e graffette


La settimana scorsa, poi, ero in ferie e sono riuscita a fare una gita all'Ikea. L'obiettivo della giornata era comprare un tavolo più grande per lavorare. Io ne usavo uno 60x100 che mi aveva prestato mia mamma, ma quando lavoravo erano più le cose che appoggiavo per terra, che quelle che avevo sul tavolo... e non vi racconto di quando mi trovavo a creare con più persone!!! Un vero macello!!!

Abbiamo analizzato tutte le scrivanie e i tavoli che c'erano disponibili! Io, armata di matitina e foglietti per appunti, mi segnavo tutti i modelli che sarebbero potuti andar bene e mio fratello mi aiutava misurando con il metro! Arrivati ai tavoli, abbiamo fatto pure le prove sedendoci in ognuno e provando come potevano essere le varie misure!

Con non poche difficoltà, alla fine siamo riusciti ad acquistare un nuovo tavolo, grazie alla consulenza di mio fratello e della sua morosa, che hanno fatto da mediatori tra le mie idee e quelle di mia sorella.
Abbiamo acquistato un fantastico tavolo 80x140 che si può allungare! Mio fratello è stato bravissimo e super disponibile e l'ha montato la sera stessa! E ora è tutta un'altra vita!!


Sono molto molto soddisfatta perchè la0 scrap room sta prendendo forma man mano che passa il tempo. Non sempre è facile da sistemare e tenere in ordine, ma ne vale la pena!!
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...