lunedì 5 ottobre 2015

Inside Out

La settimana scorsa sono stata al cinema... era da quando ho sentito i primi rumors di un cartone sulle emozioni che mi ero prefissata di andarlo a vedere. Mi intriga il tema e non rinuncio mai ad un cartone Pixar, che reputo di alta qualità.


Per prepararmi alla visione, non ho guardato trailer, non ho letto recensioni di chi è andato a vederlo, zero assoluto! Ho voluto che niente mi condizionasse e che fosse tutta una sorpresa.
Avevo molte aspettative su questo film e devo dire che non sono rimasta delusa.

Il corto iniziale, Lava, l'ho trovato molto bello. Il protagonista è un vulcano che si sente solo perchè non ha nessuno da amare. Devo dire che l'ho trovato molto azzeccato, in quanto faceva da apripista ad un film sulle emozioni. Non è stato un corto coinvolgente perchè divertente, ma ti entra dentro grazie al racconto esclusivamente in musica (con un ritornello orecchiabile e che si impara facilmente!) e alle emozioni che trasmette. Tutti hanno bisogno di qualcuno da amare. Quale messaggio più condivisibile di questo?



Ma arriviamo al film vero e proprio. Le vere protagoniste sono le emozioni: gioia, tristezza, paura, rabbia e disgusto.
E' stata una scelta rivoluzionaria scegliere di rappresentare per la maggior parte della pellicola l'interno della mente di una ragazzina. Come ha detto una bambina in sala: "ma allora noi abbiamo tutto questo nel nostro corpo?".

Le scene iniziali partono dalla nascita della piccola Riley e i suoi ricordi sono per la maggior parte gioiosi: i primi sorrisi a mamma e papà, le prime pattinate sul ghiaccio (il suo papà è allenatore di hockey e trasmette questa passione alla bimba), le prime amicizie...
Ogni ricordo di Riley è rappresentato da una sfera colorata a seconda delle emozioni che lo contraddistingue. Ogni sfera va ad incanalarsi in un'isola (famiglia, amicizia, stupidera, onestà e hockey) e contribuisce a formare la sua personalità.



Mi è piaciuto il messaggio che sono i nostri ricordi, le nostre vicissitudini che formano il nostro modo di essere e il nostro carattere. E' un punto di vista che condivido in pieno!

Per motivi di lavoro, la famiglia di Riley deve trasferirsi e questo condizionerà il suo carattere. Questo passaggio importante della sua vita è correlato da un misfatto che succederà nella "consolle centrale" di Riley: gioia e tristezza vengono sbattute fuori e toccherà a paura, rabbia e disgusto tenere a bada i comportamenti di Riley.


Che dire, il film mi è piaciuto molto. Mi è piaciuta soprattutto la scelta azzardata di dare alla tristezza un ruolo di primo piano nella creazione della gioia. Qualcuno potrà non condividere, ma sono convinta anch'io che se non si passa attraverso la tristezza, non si riesce ad assaporare la vera gioia fino in fondo.

Condivido anche quanto scritto in questo articolo di Wired (che vi invito a leggere), specialmente quando vedono Inside Out come un film che:

 "Riesce a trasmettere una rappresentazione tanto fantasiosa quanto realistica della crescita e dei processi che la governano: le paure, le sicurezze, l’importanza della famiglia come luogo dell’affetto e della condivisione e – ciliegina sulla torta – l’importanza di un equilibrio tra tutte le emozioni, e non solo tra quelle piacevoli, come la gioia e la felicità.Inside Out è quindi un vero e proprio inno alla capacità di trovare dentro di sé, e nella relazione affettiva, la possibilità di superare ostacoli apparentemente insormontabili, in particolare nel periodo complicato dell’adolescenza."

Piccola chicca: le emozioni sono rappresentate da colori e ognuna ha una forma diversa che la caratterizza, che prende spunto da cose in natura che le provocano. Rabbia è come un mattone, paura come un fascio di nervi, gioia è una stella, disgusto ha la forma che richiama quella di un broccolo e tristezza una lacrima. Geniale, direi!

Interessante è anche il fatto che, in fase di realizzazione del cartone, i registi si siano affidati ai consigli di esperti psicologi, che li hanno aiutati nella trasposizione delle emozioni nello schermo e hanno collaborato nella stesura della trama. Il film, per questo, tiene conto di molte scoperte psicologiche, come per esempio il fatto che le emozioni possono distorcere i ricordi e, soprattutto, che rabbia e tristezza (viste come emozioni negative) possono generare reazioni positive e costruttive.



E voi? siete andati a vedere questo bellissimo film? Mi piacerebbe sentire la vostra opinione.. ma, soprattutto (e non me ne vogliate per questo!!), sarei interessata alle reazioni dei più piccoli... forza, non siate timidi e raccontatemi!

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